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BLOG DI TEOLOGIA QUOTIDIANA
Teologia quotidiana, questo il tema di cui vi parlerò in questo spazio.
Ovvero come la teologia, se vista da un punto di vista aperto, possa diventare una forma di psicologia, di aiuto …
Chi ha mai detto, infatti, che l’oggetto della psicologia, cioè il tuo cosiddetto «io», non sia anche l’anima?
Igor Sibaldi
Cari amici, leggervi è molto piacevole e perciò non intervengo. Tutto ciò che so della Stanza Tonda, l’ho raccontato nei miei libri. Solo dopo diversi anni che la frequentavo ne ho scoperto l’antichità – e anche di questo ho scritto, ne IL MONDO INVISIBILE. Qui posso aggiungere soltanto che l’unica ragione per cui ne scrivo è il desiderio di descrivere il più esattamente possibile il punto a cui sono arrivato io, perché chi legga vada più avanti. La via è inesauribile: quando, infatti, si comincia a udire la voce del proprio Io (nella Stanza Tonda o altrove) ci si accorge che quell’Io non lo conosciamo affatto, e che è immenso, molteplice, descrivibile solo al plurale (questo è ciò che chiamo: i MAESTRI) e abitante di molte epoche e di molti universi. Ci si accorge anche di come quel nostro Io conosca invece benissimo noi, e faccia il possibile per darci indicazioni molte volte al giorno. La mia impressione è che all’origine di tutte le religioni vi sia la ricerca di un buon modo di ascoltarlo, di conversare con lui. Ma poi, si sa, la gente ne ha paura e preferisce affidarsi a gerarchie sacerdotali e ad autorità visibili, ricompensandole in vario modo per la loro funzione di surrogati della voce interiore.
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