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BLOG DI TEOLOGIA QUOTIDIANA

Teologia quotidiana, questo il tema di cui vi parlerò in questo spazio.
Ovvero come la teologia, se vista da un punto di vista aperto, possa diventare una forma di psicologia, di aiuto …
Chi ha mai detto, infatti, che l’oggetto della psicologia, cioè il tuo cosiddetto «io», non sia anche l’anima?


Igor Sibaldi




25.L'ELIMINAZIONE DEI PECCATI 
Ora risulterà forse più chiaro il modo in cui Gesù liberava la gente dai peccati. Quel modo apparve, all’epoca, una pericolosa novità: le autorità non avevano avuto nulla da ridire sulle clamorose purificazioni operate da Giovanni Battista -


Ma tutte le volte che Gesù perdonava un peccatore, si indignavano e gridavano allo scandalo. Perché? Giovanni, notate bene, faceva CONFESSARE i peccati e praticava poi un accurato RITUALE di purificazione. Gesù non faceva nulla del genere: i Vangeli precisano addirittura che «non battezzava affatto» (Giovanni 4,2). Si limitava a dire: «ora i peccati se ne vanno via da te» («aphèontai sou hai hamartìai», Luca 7,48). Tutto qui. Non si poneva come sacerdote, come operatore di un sacramento: spiegava, ai peccatori, che in loro stessi era cominciato ad avvenire qualcosa che annientava le conseguenze psicologiche e morali degli errori commessi. E proprio questo causava l’indignazione dei bigotti. «Solo Dio può rimettere i peccati!» esclamavano (Luca 5,21), e dunque faceva bene il Battista a ricorrere a un RITO, perché funzione del rito è appunto quella di far intervenire l’elemento divino in un atto umano.

Per Gesù invece la liberazione dai peccati è cosa interamente umana: ribadisce a chiare lettere che


Cioè che l’energia di tale liberazione è generata, qui sulla terra, da un nuovo livello evolutivo che gli uomini – e i peccatori soprattutto – possono raggiungere. Nell’episodio della Maddalena abbiamo già visto come e perché ciò avvenga: si pecca, spiega Gesù, per amore. Si infrangono le leggi, si sbaglia, si esagera, si scelgono scopi sbagliati soltanto perché l’energia del tuo cuore è troppo grande per il mondo a cui tanti altri si adattano, e ti senti perciò a disagio, diverso, confuso, disperato anche, e soprattutto impaurito dalla tua diversità. Il peccatore è appunto colui che, per timore della propria diversità, punisce se stesso compiendo qualcosa che tutti gli altri ritengono peccaminoso e attirandosi il loro biasimo. Smette di essere un peccatore – secondo Gesù – nel momento in cui dà alla propria superiore energia, al proprio amore, un’altra direzione, coraggiosa, fiera, costruttiva. «Sì, non sono come voi: e con ciò? Non me ne vergogno. Anzi! Solo che non mi piace il vostro mondo, e VOGLIO CAMBIARLO».

In altre parole, Gesù guariva i peccatori trasformandoli in rivoluzionari, in pericolosissimi bambini indisciplinabili, promotori d’amore in mezzo a un mondo che non pone questo sentimento in cima ai pregi dei bravi cittadini. Era inevitabile che i benpensanti farisei gridassero allo scandalo, e cominciassero a fare di tutto per assassinare un simile sovvertitore dell’ordine costituito e della religione istituzionale.


continua



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