SUI MODI DI SUPERARE QUEL NULLA - Risposta per Lina  
Certo, se leggiamo il Vangelo come se fosse la storia della vita pubblica di Gesù , dobbiamo dedurne che il mondo sia un posto scomodo per chi non dà ascolto a certe tentazioni. Gesù non volle fondare il suo insegnamento su vecchi modi di intendere la ricchezza e il potere – e venne imprigionato, deriso e ucciso. Poi l’umanità vide in lui una Persona Divina , ed è forte l’impressione che in tal modo sia stata divinizzata (e dunque posta come necessaria) proprio la sconfitta del bene: già prima di Gesù vari profeti se l’erano vista brutta, ma dopo di lui non si contano gli uomini buoni e generosi che, proprio per essersi opposti al Nulla, ebbero fine tragica... Lo dice anche lui, in un passo dei Vangeli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me... Un servo non è più grande del suo padrone: se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Giovanni 15,20). Ma davvero non c’è altra via? A voler intendere la sua vicenda nel modo tradizionale, no. Ma c’è anche un’altra lettura possibile, un po’ più simbolica. Gesù è un Maestro che insegna, e vuole che altri lo seguano e lo approvino. Perciò viene distrutto. Attraverso la distruzione, supera la propria dimensione di Maestro (tale superamento è raffigurato nella sua morte e resurrezione) e da allora in avanti trionfa e non insegna più. Allora ha immenso seguito e il suo messaggio giunge ovunque. Lo stesso vale per te. Dapprima, inevitabilmente, la tua personale ricerca della verità è un opporsi al mondo del Nulla, e in questo opporti tu acquisti ai tuoi stessi occhi un’importanza sempre maggiore. È utile. Non c’è altro modo per rafforzare la tua identità. Ma a un certo punto ciò non ti basta più. Quella tua importanza ti va stretta, tanto quanto prima ti andava stretto il mondo in cui stavi crescendo. Allora occorre liberarsene, e cominciare a vivere, a creare. Il Nulla è il Nulla, il non essere. Può dissolverlo solo l’essere. Dunque sii, semplicemente, e fa’ cose che siano. Crea, appunto. «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» diceva Gesù (Matteo 5,48). Quel Padre è creatore. E anche tu, semplicemente, crea.



Yehuiah Sveva 
Scusate, torno un attimo indietro:
riguardo a "....fa’ cose che siano. Crea..." mi ricorda anche vagamente il "deus est esse" Eckhartiano.....
e poi, andando a guardare su Eckhart/Wikipedia (purtroppo non ho i suoi testi a casa mia ;-)) leggo "......dunque vi dico in assoluta verità: finché avrete dei desideri, Dio li soddisferà, avrete desiderio di eternità e di Dio fino a che non sarete perfettamente poveri. Poiché è più povero solo chi non vuole nulla e non desidera nulla...." e penso...ma guarda un po'?! Mi pare che ricorra sempre lo stesso concetto...."chiedi e ti verrà dato" e poi "è più povero chi non desidera NULLA"...E' forse anche questo uno dei molteplici NULLA?
In verità non on so se sto interpretando bene o se sto sbagliando
Yehuiah Sveva

francesca 
Jamabiah m hai descritto esattamente come mi sento io adesso. E non è una bella sensazione, difficile da vivere. Cosa è veramente mio? E' come quando cambi casa.... a me è successo a marzo... e forse anche questo è un sintomo del volersi lasciare dietro ciò che non ti appartaniene più. Durante un trasloco saltano fuori tante di quelle cose che nemmeno più ti ricordavi di avere. Oggetti persi nei cassetti, negli armadi. Li guardi e dici: "E questo?" quando l'ho preso? Quando me l'hanno dato?" e inizi a buttare, ad alleggerire, perchè portarsi dietro tutta quella roba è veramente una fatica immane. Ecco io sono a quel punto, ammesso che si possa traslocare un "io". Cerchi e trovi sentimenti, ricordi, parole che non sapevi nemmeno più di avere, e ti domandi "E questo? E' mio?" E' il lavoro più difficile e fatico a parer mio, ma fa soddisfazione quando poi cominci a liberarti delle cianfrusaglie!!!

Un saluto grande e pieno di affetto a tutti!!!!!
Francesca

Jamabiah m  
Per quanto concerne me, Yehuiah Sveva, il "non essere" significa essere intrappolato nel peccato capitale dell'invidia (egregiamente illustrato da Igor nelle sue pillole-video di teologia). Sento perfettamente il fatto di non vivere al centro di me stesso. E il modo che utilizzo per trovarmi in questa situazione distorta è l'invidia. Ma l'invidia è molto sottile....è sepolta, non pensare ad un "invidiare le fortune degli altri". Quella è la base. E l'avrò provata e vissuta da bambino ma col passare del tempo la radice del peccato la perdi di vista e ne vedi solo alcuni sintomi. E più la radice viene sepolta, più non ti rendi conto di cosa si tratta. Te lo dimentichi. "Non essere" per un invidioso (parlo di me) significa sentirsi carente e non voler esserlo. Soluzione "vi dimostrerò che posso fare ed essere qualsiasi cosa voi vogliate". Non c'è altro modo per essere amato. E quindi cosa accade? Per diventare quello che piacerebbe a tuo padre, a tua madre o a chiunque altro, perdi te stesso...... ed io .... mi persi. Agire, pensare, sentire nel nulla, per quanto mi riguarda, significa non sapere se quello che fai, pensi e senti viene dal te stesso vero (se esiste) o dal te stesso voluto dagli altri. Essere nel nulla significa non capire più se ciò che desideri è un desiderio tuo o un desiderio che ti sei appiccicato addosso per aderire ad un modello. Essere nel nulla per me significa cercarsi e non sapere dove cercare e cosa cercare.
Un po' pesante??? Ma non demordo...non smetto di cercare. E quello che ho visto e letto di Igor mi sta dando una bella mano.

Yehuiah Sveva 
Quale difficile argomento il Nulla. Molto molto complesso. Entrando nelle parole che leggo in questi vostri scritti e poi inoltrandomi nei meandri del mio pensiero, mi accorgo di andare in cerca di una legge universale che mi aiuti a riconoscere e a dominare questo Nulla. Già, sento di avere bisogno di uno strumento di identificazione e di gestione del Nulla, ma accade che più mi addentro nel tentativo di individuare ciò che cerco e più si aprono nella mia immaginazione possibili scenari del Nulla tutti diversi tra loro, che si moltiplicano esponenzialmente impedendomi di catturare quella legge universale che vado cercando.

Mi spiego meglio: partendo dal concetto di Igor qua sopra accennato che dice "..la tua personale ricerca della verità è un opporsi al mondo del Nulla.." e poi "..occorre liberarsene, e cominciare a vivere, a creare. Il Nulla è il Nulla, il non essere. Può dissolverlo solo l’essere...dunque...CREA". Ecco, partendo da queste frasi per cercare i miei Nulla mi accorgo, per esempio, ma non solo, che ogni cosa alla quale penso viene affiancata dal suo opposto e contrario e senza addentrarmi in dissertazioni troppo filosofiche mi basta pensare a fattori semplici come: il buio e la luce, il pieno ed il vuoto, l'alto ed il basso, la materia e l'immateriale, il visibile e l'invisibile, l'essere ed il non essere (come dice Igor) e ancora, ancora, ancora ... e michiedo se una cosa possa esistere senza l'altra sua opposta e contraria. E se fosse davvero così? Se l'una cosa non fosse in grado di esistere senza il suo opposto? Allora come fare a riempire il vuoto senza distruggere il pieno? Come fare a rendere tutto visibile senza distruggere l'invisibile? Come fare ad ESSERE CREANDO, senza distruggere quella parte di NON ESSERE che permette all'ESSERE di esistere?

Mi sto complicando inutilmente le cose? Probabilmente sì. Ma questo dubbio mi affianca sempre quando comincio ad andare in cerca dei miei NULLA. Forse si tratta di un ostacolo alla crescita? Probabilmente sì, ma voi cosa ne pensate? Forse sono stupidaggini?

Un altro dei dubbi/confusioni che mi vengono è che forse l'opposizione al Nulla non sia proprio codificabile in un'unica azione come quella del CREARE, perché forse il Nulla non è facilmente individuabile. Cosa vule dire il NON ESSERE? Che cos'è, un vuoto? Fisico o immateriale o entrambe le cose? O un pieno troppo pieno? Chissà quanti Nulla mi accompagnano che forse non sono capace di riconoscere o di cui io nemmeno mi accorgo e chissà quante forme di Nulla ancora troverò lungo il mio percorso? E', dunque, sufficiente CREARE o ESSERE semplicemente? E facendo cose che siano? SPERO davvero di Sì, altrimenti non ne esco più :-) !!! Mi affido ai suggerimenti di IGOR :-)

Credo comunque che il tempo sia nostro amico nella ricerca di questi Nulla. Mano a mano che ci si accorge di loro, forse si trova anche la soluzione per contrastarli, sempre nuova, sempre diversa.

Scusate per avervi ammorbato con questi miei confusi pensieri
Yehuiah Sveva

Yehuiah Sveva 
Grazie molte per il benvenuto, Yehuiha84.

Sai, è incredibile, tu descrivi esattamente cosa io ho provato e fatto nei giorni in cui mi sono accorta di Igor.

Anche io leggevo voracemente i suoi libri e, pensa, anche io appena finito quello degli Angeli feci una corsa in libreria ad acquistare "il frutto proibito della conoscenza" per poi proseguire con altri ed altri suoi libri ancora; anche io sono stata spinta dal desiderio di incontrarlo e sarei andata OVUNQUE pur di riuscire a farmi raccontare di persona e cercare di afferrare più profondamente i pensieri scritti nei suoi testi, che tanto mi catturavano.

Ed è stato di nuovo straordinario!! Ho avuto in quell'occasione una strana sensazione di grande fortuna che, confesso, mi ha lasciata stupefatta: mentre cercavo di individuare VORACEMENTE i luoghi in cui avrebbe svolto i suoi prossimi seminari, improvvisamente mi è giunta notizia che esattamente qualche giorno dopo ( mi pare uno o due) sarebbe venuto lui a Roma per una conferenza e per le consultazioni, che allora non sapevo cosa fossero. A Roma? Già proprio a Roma nella mia città! Ma pensa! Si è matrializzato immediatamente. Ho avuto una sensazione di leggerezza poichè in genere per ottenere le cose che desidero devo superare prove infinitamente difficili e durissime. Nel caso di Igor, invece, è stato come se lo avessi chiamato a me e lui fosse arrivato con infinita naturalezza e semplicità. Già, ancora una volta è semplicemente arrivato! Straordinario.

Con i maestri, invece, ho un rapporto più complesso. Mi accorgo di riuscire a sentire un grande ottimismo ed uno stato d'animo positivo, molto positivo direi, ma ancora non riesco a focalizzare bene ciò che provo esattamente, a volte mi sento un po' confusa, ho bisogno di più tempo anche perché forse sono disordinata e con loro ho l'imressione che occorra essere un pochino metodici. Tuttavia, oramai, sento di essere riuscita a superare una soglia che mi permette di avvicinarmi a loro quel tanto che basta per rimanerci per sempre.

E' bello parlare con voi.
ciao Yehuiah Sveva

Jamabiah m 
Si può dire che il Nulla è tutto ciò che non è Verità? In tutto ciò che ho letto fin'ora ho trovato una notevole difficoltà a collocare il "diavolo" così come propinatoci dal cattolicesimo. Il maligno, da quello che ho acquisito fin ora, è solo qualcosa che deriva dalla disattenzione dell'uomo. Dal suo non vedere e non applicare, nell'agire quotidiano, la "verità". L'associazione del "Nulla" al maligno, così come proposta da Igor, risponde finalmente al mio quesito.
Ricordo tempo fa in un libro di Ouspensky di come si parlava della "sincerità", della sincerità prima di tutto "con se stessi", e dell'enorme difficoltà che spesso l'uomo incontra nell'arrivare a comprendere che agisce, sente, e pensa in base a "bugie" e "non verità" che si porta dentro spesso seppellite da strati e strati di distrazione e dimenticanza e che quindi non percepisce più come "non verità". Se riuscissimo a rimuovere quegli strati chissà....mi viene in mente l'immagine di bambini puri, innocenti, bambini che sono nella verità. Quando parlo di questo mi viene in mente un'altra immagine. L'immagine del cuore di Gesù, la classica immagine di Gesù che sorride conin mano il suo cuore su cui è posta una corona di spine. Mi da l'impressione di qualcuno che è arrivato all'essenza, alla parte più vera e profonda di se stesso, di qualcuno che si relaziona al mondo con la parte più vera ed apparentemente più vulnerabile che ha. Un'apertura completa senza paura, senza alcuna paura che qualcuno o qualcosa possa ferire quella parte. E la corona di spine la vedo come un simbolo della sofferenza che originariamente ha causato la chiusura, la difesa, la creazione di sovrastrutture difensive di "non verità" che ognuno di noi si porta dentro. Sono associazioni personali.

silvia 
Interessante e stimolante qsto post. (Non che qlcosa di stimolante mi abbia mai cambiato la vita :P ma è lo stesso apprezzabile. Tanto più se posso spennellare per iscritto la mia aggressività, che divertimento, Antonio, hai un altro scoprioncino con cui prendertela. Ma ti voglio confortare, non è aggressività gratuita, sono cosette che si spingono fuori da sole cuore-gola-bocca)
Interessante ed esaustivo qsto ultimo intervento di Igor. Come diceva Checov "Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna." e va bene anche così, per alcuni è appassionante anche insegnare. Ma come diceva Gesù Matteo 7, 16. (parlando dei profeti) "Dai loro frutti li riconoscerete."
Chi cerca amore riceverà amore. L'insegnante, come la rockstar, sarà molto amato. Ma che stress, che fragilità. Perché non è il luogo dove cercare amore e allora non lo si trova mai. Chi non ha amore è debole, chi è mosso da qsti bisogni-carenze è debole. Non è intero. Può essere distrutto da un momento all'altro.
L'insegnante impara tante cose insegnando ed è utile agli altri insegnando. Ma... sta sempre a discutere! con tutti i "sì ma" "sì però" "ma io.." "Ah Cielo mannò!.." "Ma come.."
Quanto tempo, quanta forza perde... Quanta forza ed efficacia avrebbe invece l'EVIDENZA delle opere che fa. Non è un modo molto più meraviglioso di insegnare?!
Create gente, create! :)

silvia 
ANGELI day by day
Dici che ringrazi la Frassinelli per concederti di utilizzare i brani del tuo libro.

:o potresti scrivere ex novo!, la vita è fluire, le esperienze, i pensieri fluiscono si espandono si arricchiscono ri rinnovano... e tu dici le stesse cose che hai detto e pubblicato anni fa, cose che sono già leggibili sul libro! Ma quei simboli sono eternamente ispiranti! , proprio come la vita. :O sob

Yehuiah84_84 
NOn posso esimermi dal notare che risulta gradita anche ad altri l'idea di inserire il nome dell'angelo vicino al proprio,...bene... è un modo originale di trovarsi tra di NOI.

Ma soprattutto mi fa piacere vedere che si è aggiunta un'altra Yehuiah, benvenuta Sveva..

col tuo commento mi hai fatto ritornare indietro nel tempo di qualche anno quando lessi la prima volta "I maestri invisibili". Ricordo che restai FOLGORATO da quel mondo incantato fatto di viaggi nel tempo, destrutturazione di vecchi miti e rivelamento di nuovi enormi spazi vergini per il mio Io che oggi come allora è insaziabile di crescita personale interiore ed esteriore. Ricordo che appena finito quel libro feci una corsa in libreria ad acquistare "il frutto proibito della conoscenza" che divorai in meno di un giorno, saltando i pasti e dormendo poco, e appena finito anche quest'altro nell'arco di pochi giorni feci le valigie e mi diressi a Milano per guardare negli occhi Igor, per vedere le sue intenzioni, per leggere nella sua anima tramite gli occhi...dovevo accertarmi della purezza della fonte, poichè sentivo di essere su una SOGLIA, tra un vecchio Flavio umile, ipocondriaco, rispettoso delle tradizioni, timido, ed una nuova prospettiva che avrebbe cambiato del tutto la mia vita. Inutile rivelare cosa provai con quel viaggio a Milano, e quel fugace incontro di sguardi, di cui forse Igor non si è neanche accorto.
Dico solo una cosa sul mio personale cambiamento relativa a dopo il viaggio: incredibile aumento di forza fisica e benessere generale. Si lo so, sembra incredibile, ma i viaggi dai maestri generano una enorme energia, e quando si fanno tutti insieme, come nei seminari le vibrazioni energetiche sembrano sommarsi creando una sorta di potente aura, quasi palpabile ( e non credo sia solo una mia suggestione!)

Aneddoto: a Milano era più o meno aprile quando uscii alle 19 di sera dal centro dove avevo appena finito il mio primo seminario con Igor sui maestri. La sera stessa andai a mangiare una pizza in centro con i miei amici...loro coperti con maglioni, pullover, giacche e controfelpe, io sentivo quello che loro chiamavano freddo come una LEGGERA PIACEVOLE brezza che mi accarezzava la pelle. Emanavo calore.

Buonaserata a tutti


Artemisia 
Scusate, non so dove postare questo commento, perciò lo piazzo qui.
Avete letto l'intervento di Romana? è tra le ultime puntate. L'ho trovato interessante, descrive il ruolo di Satana e il suo rapporto con Dio... mi ricorda molto il Gran Tortuoso di Peer Gynt! ^.^
Baci!
=^.^=

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