Mses-Mosé lo trova, lo rieduca, gli ridà forza e fiducia in se stesso, e lo guida e ne è guidato al tempo stesso, mentre tra tante difficoltà conduce il suo popolo via dall’esilio.Il racconto è, naturalmente, simbolico: per te che leggi, quel popolo eletto rappresenta tutto ciò che è tuo; Mses-Mosè sei tu che ti accorgi di quanto ciò che è tuo sia pieno di ipoteche e reti e insidie altrui, e dai inizio al tuo Esodo, o revisione del dizionario, o costruzione dell’Arca; e Yahweh è quel Dio che allora ricominci a scoprire, e di cui ricominci a sperimentare la potenza e l’aiuto, nella stessa misura in cui chiedi il suo aiuto e lo aiuti a tua volta.
Nella storia di Noè avveniva la stessa cosa, e così pure nelle vicende di tutti i patriarchi, e di tutti i profeti: Dio e quegli uomini agivano insieme, e non contro altri uomini o contro altri Dei – come in seguito venne interpretata, strumentalmente, l’alleanza con Dio (si pensi al Gott mit uns di innumerevoli guerre) – ma soltanto contro il Nulla e le forme gigantesche che il Nulla assume. E ognuna di quelle storie è anch’essa simbolica: è, o meglio può diventare la tua storia personale, se tu cominci a viverla in tal modo e non temi il carattere sacro che, giorno dopo giorno, verrebbe ad assumere tutta quanta la tua vita.
Gesù, poi, porta questa alleanza all’estremo:
«Il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre»
Giovanni 5,22-23
Il giudizio, la decisione non avviene più nei cieli, ma in terra. Dio sta a guardare e senza di te non può giudicare, non può agire: la sua volontà non può compiersi se tu non lo chiedi e non lo permetti al tempo stesso. È il punto più basso della storia del Dio occidentale, e il punto più alto – e di massima responsabilità – per l’uomo.
continua
Risposta per ROBI
Grazie, ROBI!
Risposta per ANTONIO
Caro ANTONIO, grazie per tanta gentilezza. Quanto a ciò che dici dell’allegoria: vale anche il contrario. Anche ciò che capita in certe grandi storie d’amore è un’altra versione – un’ “allegoria”, come dici – di quella relazione tanto intensa tra quella Divinità e il suo uomo.
Risposta per ARTEMISIA
Cara ARTEMISIA, è la stessa dignità e responsabilità di un bambino che nasce, e che si riposa dopo il parto, l’hai mai notato? E se appena ti accorgi di averlo notato, hai già risolto la questione.
(Quanto alla precocità dell’Angelo: sì, eccome! Nei bambini gli Angeli sono sempre molto più netti che negli adulti.)
Risposta per MARCO
Caro MARCO, di sicuro a quella conferenza non mi ero espresso abbastanza chiaramente. Non mi riferivo a ogni tipo di rabbia o dolore, ma solo a chi ha la tendenza a guardare spesso gli errori, la meschinità, l’ottusità di altri e ne prova rabbia e dolore, e brontola, o si lagna, o si scoraggia ecc. Chi fa così può avere la sensazione di essere nel giusto, di trovarsi a notevole altezza, ma in realtà sta soltanto sprecando tempo ed energie, e farebbe meglio a chiedersi come utilizzare meglio i propri talenti. È il senso di quella strana frase di Gesù: «I poveri li avete sempre con voi; ma me, non mi avete sempre» (Giovanni 12,8). Io la intendo: «I poveri e gli stupidi li avete sempre con voi, ma IL VOSTRO VERO IO non lo avete sempre» e ve lo dovete conquistare: è più facile, troppo facile provare rabbia e dolore per il fatto che nel mondo intorno le cose vadano tanto male...
Risposta per CHIARA
Cara CHIARA, grazie! Per la questione del fidanzato, prova a curiosare nei commenti di qualche vecchia puntata di questo blog. Troverai diverse persone con un problema identico al tuo.
Risposta per ANTONINO
Caro ANTONINO, il libero arbitrio è una cosa un po’ diversa. Arbitrium liberum, propriamente, sta a indicare la possibilità (o capacità) umana di fare scelte non condizionate da nulla se non dalla ragione. È il contrario di arbitrium brutum, cioè delle scelte condizionate da elementi o stimoli sensibili, esterni o interiori (ordini, fame ecc. ). In Internet, su Wikipedia, Encarta ecc. trovi ampia informazione anche bibliografica sull’argomento. La bibliografia è, ovviamente, vastissima, anche perché così come a un certo punto si è arrivati a formularlo in teologia, il libero arbitrio è un problema senza soluzione. In sostanza, si tratta di questo: l’uomo non ha libero arbitrio perché le sue scelte sono sempre condizionate da elementi o stimoli esterni; Dio invece ha il libero arbitrio, essendo superiore a ogni circostanza, allo spazio, al tempo... E appunto perché è superiore al tempo, Dio infallibilmente sa in anticipo quali scelte farà ciascun uomo da lui creato: così che gli uomini non solo non hanno una autentica libertà di scelta, e non solo sono perciò prevedibili nelle loro reazioni, ma sono addirittura ampiamente PREVISTI, anche se dal canto loro credono spesso di non esserlo. Dunque – domandano i teologi, a un certo punto della storia delle religioni – come ci si salva? E chi si salva? Solo i predestinati?.. E così via. Dal XVI sec. in poi, nel cristianesimo è ritenuto importante discutere su questo argomento, ma io non sono di quest’idea. Il difetto dell’impostazione teologica che ho appena descritto, a mio parere, è nella sua grossolanità: molto rozzamente, infatti, quei teologi immaginano che l’uomo e Dio siano due esseri ben distinti e DIVERSI l’uno dall’altro. Nei Vangeli non si parla di quel libero arbitrio appunto per la ragione opposta: «Voi siete Dei» dice a un certo punto Gesù, citando un Salmo (Giovanni 10,34), e più volte spiega che il «Regno di Dio è dentro di voi», che Dio e l’uomo lavorano insieme in tutti i sensi – e ciò fa apparire le discussioni sul libero arbitrio (cioè sulla prevedibilità e la predestinazione) come un QUALCOS’ALTRO rispetto all’insegnamento di Gesù e dei profeti antichi.
Risposta per Artemisia Pehaliyah:
l'angelologìa è un pò il mio amore ed ho seguìto molto Igor in merito, penso di poterti rispondere che certi tratti caratteriali tipici di un "pellegrino" si possono riscontrare persino in tenera età o in generale in modo più o meno evidente a tutte le età. Ma il riscontro di tratti caratteriali non è ANGELO, forse è psicologia, forse è astrologia, ma il soffio di un'angelo è qualcosa di più: è una strana energia che giunge solo al cuore di chi si scontra con delle avversità e scopre di essere "qualcos'altro" rispetto a quello che credeva, ecco...di possedere dei bonus e dei malus (per dircela alla pragmatica). Per questo che generalmente non si percepisce nell'infanzia: ad un bambino non interessa nulla di scoprire di poter essere qualcos'altro, lui è avanti...è GIA' TUTTO, come una cellula staminale che può prendere tutte le strade, vive in un mondo dove cè magià in ogni cosa, tutto è una scoperta e dietro ogni routine potrebbe esserci un'avventura.
(a parte infanzie particolarmente difficili, qui si fa ovviamente un discorso generalizzante).
Poi se ho parlato male Igor mi correggerà.
In ogni caso se si nota una predisposizione caratteriale angelica anche in tenera età la risposta è SI, ma generalmente solo a livello di piccoli atteggiamenti, tipo: io sono Yehuiah (genio33) e da piccolo mi ero ritagliato una corona con la carta e giocavo dentro casa a fare Re artù, alle recite di natale scolastiche facevo il re magio Baldassarre, per un periodo ho avuto il forte sospetto di essere la reincarnazione di Gesù perchè sentivo di comprendere più cose rispetto ai miei coetanei, ero rappresentante d'istituto a scuola, studio da psicologo per fare il terapeuta (penso di poter "indicare agli altri i loro problemi"
In risposta a CHIARA:
ma Gesù interferisce eccome! Altro che lasciar stare!
E' solo che un conto è toccare vite, un conto è diluirsi nei apreri altrui dando retta alle loro "lame2 come ho scritto nel commento al post suo Coraggio (qualche pagina indietro, se vuoi vedi lì). Invece:
in risposta a SILVIA:
ti ringrazio a mia volta. Sotto l'egida di Igor
Dopo i 35 commenti precedenti c'è un silenzio assordante. Dove sono finiti tutti? E' il NULLA?
Desidero condividere questo.
Alcuni anni fa ho letto "il Frutto proibito della conoscenza" e piano piano il libro è diventato un diario, pieno di sottolineature, appunti a margine, e DISEGNI. Sì, perchè quando l'entusiasmo mi prendeva per le tante possibilità che abbiamo, cominciavo a disegnare per buttar fuori un po' di energia.
Ora sto leggendo il "Mondo invisibile" e mi sta capitando la stessa cosa. Sottolineature e commenti abbondano e fra poco tirerò fuori i pastelli.
Grazie a tutti per questo blog e per tutto.
Un caro saluto
Giuliana
Ho sempre trovato molto suggestiva l'immagine di Mosè che ritrova Jahwè nel deserto, fin da quando l'ho letta in uno dei libri di Igor. Ha un qualcosa di molto archetipico.
Da Geppetto salvato da Pinocchio nella balena ad Anchise trasportato da Enea fuori dalle mura di Troia. Il padre salvato dal figlio, il figlio che prende le redini della vita superando il padre. Io credo che nella mistificazione occidentale della Genesi, nella smania di descrivere questo Dio onnipotente che domina sugli uomini quando è l'esatto opposto, vi sia un profondo senso di rancore, di paura, di angoscia verso la realtà infinita. Il rancore di "certi padri" incapaci di lasciar spazio ai figli, incapaci di superare le proprie barriere interne, le proprie paure per aprirsi al nuovo.
Ovviamente poi la storia e i vari miti ripropongono questa situazione in mille modi diversi, alcuni positivi e altri negativi. Però la suggestione la trovo immensa.
Mi vedo questo Jahwè ridotto a poco più che un soffio di vento del deserto che si sente quasi sconfitto e umiliato. Una specie di eroe alla Hemingway, così orgoglioso e maschile..
Vorrei sapere una cosa che mi chiedo da un po' di tempo...è un argomento un po' OT, ma forse può interessare anche altri:
il carattere del proprio Angelo si può manifestare anche molto precocemente? per esempio intorno ai due anni di età?
Artemisia-Pehaliyah
=^.^=
Tanta purezza d'animo è alla base del tuo "leggere" il mondo..caro Igor..eh sì..perchè la lente del tuo cuore non è rimasta impolverata da falsi bisogni o dalle false stampelle. Hai saputo togliere..ed in quel togliere l'inutile..in quel buttar via il superfluo..hai reso onore alla vera "forma" della vita; la vita ti è grata..e te lo mostra ogni giorno scoprendoti i suoi piccoli grandi segreti..quegli stessi che solo i "piccoli" sanno scorgere. Quel morire a se stessi..quel rinascere..non più nella carne, ma nello spirito..fanno di te un uomo religioso che non ha bisogno di etichette..nemmeno nella sua religiosità. Leggere i tuoi commenti è come vivere un incidente..sì..un incidente con se stessi; si va oltre la "normale" segnaletica stradale costruita su misura da chi scimmiotta la vita. Sei un elettroshock..e questo..farà scandalizzare..oggi..come allora..i farisei; ma fa nulla..chi ti vuol bene capisce..e il saggio non va seguito..ma innanzitutto compreso. Alla fine ciò che resterà di te..sarà l'innocenza coraggiosa con cui un uomo affrontò la sua esistenza, permettendo ai molti d'imparare a camminare senza le rotelle..
Il contenuto di questo blog è la stata la chiave di volta della mia ricerca.
Sono riuscita a chiarire e far svanire la sindrome depressiva che durava da quando ero bambina.
Non mi sono mai accostata alle religioni o agli aspetti religiosi delle filosofie orientali per paura di essere manipolata. Per lo stesso motivo non ho potuto seguire l’esoterismo. Non sono battezzata e non ho cultura cattolica. Ho sempre avuto simpatia per alcuni aspetti cristiani,che comunque mi ho incontrato durante il cammino.
Attraverso il percorso che nel blog è stato tracciato, sono riuscita a riconoscermi come gente che sente e che fa un casino quando si mette a pensare a quello che sente. Ho riconosciuto la necessità di chiarire il mio linguaggio ed ho riflettuto su ciò che ho vissuto e le modalità della mia sofferenza. Ho visto il mio istintivo cercare di nascondermi quando sono felice. Ho potuto dare il nome al mio senso cosmico di inadeguatezza e vederlo come legittimo senso di colpa. Ed ora, ad esempio, comprendo l’inevitabile invidia che mi nasceva quando vedevo che venivano aiutati gli altri, e non io, e cosa questo indicava: non ho mai permesso che il contatto che sentivo si realizzasse.
Non ho paura del rendere sacra la mia vita perché è sempre stata la mia direzione.
Però ora ho bisogno di aiuto perché non conosco la bibbia e i vangeli, non so interpretarli e vorrei continuare ad usarli.
Ad esempio la “storia d’amicizia e d’amore tra il maturo principe egizio Mses e Yahweh, il Dio abbandonato dal suo popolo, e indebolitosi, regredito quasi al livello di un dèmone del deserto” sembra assomigli alla storia con il mio attuale compagno.
“Mses-Mosé lo trova, lo rieduca, gli ridà forza e fiducia in se stesso e lo guida … mentre tra tante difficoltà conduce il suo popolo via dall’esilio.” Ho fatto la stessa cosa di Mosè: quando ho sentito il suo “sentire” (depressione) l’ho riconosciuto, mi sono lasciata conquistare dal suo chiamarmi Gioia e dal sentire che c’era una qualche “storia” tra noi. Il problema è che la parte della storia in cui “ne è guidato al tempo stesso” non mi sembra si possa realizzare perché Lui non vuole avvicinarsi alla ricerca interiore ed io lo rispetto ma non posso comunicare con lui a questo livello.
Tanto che la Vita ha fatto in modo che io incontrassi questo Blog mentre lui è via.
Posso veramente leggere ciò che sto vivendo come un esodo? Il Maestro Gesù mi risponderebbe, “gli altri lasciali stare”, “non interferire”, se ho capito bene. Le domande sono tante, Igor mi puoi aiutare?
Grazie di cuore
Chiara
Infatti una delle cose che mi sono sempre andate di traverso sono le abdicazioni del tipo "Ci pensa Dio..."- "Siediti sul fiume..."- "La Giustizia non è di questo Mondo..."
No no, invece se è vero questo che dice Igor, la Giustiza è mia eccome, se è mia. E se non esiste allora la faccio, se non esiste a maggior ragione va fatta. Io sono la parte visibile di Dio, io sono Lui che gioca a Fare. E il gusto del Giudizio sarà mio.
Deo Concedente.
Tengo d'occhio qsto blog e ultimamente sono stupita e grata della freschezza dei contributi e spesso (un grazie particolare a Daniele l'astrologo) di quanto siano interessanti. Le risposte di Igor sono al solito adorabili e piene di luminosa grazia. Mi chiedevo se chiedere ai responsabili di nonsoloanima di permettere, a discrezione di ogni partecipante, di accedere agli indirizzi privati, come su un vero forum. O è una funzione che esiste già?
grazie.
Caro Igor,
questo demandare all'uomo, anche in riferimento a "faccende" che pensiamo e speriamo possa solo Dio occuparsi, è il significato del noto "Libero arbitrio" conferitoci?
Un messaggio rivolto a tutti:
Alle volte fatico a far mio il significato di alcuni commenti... Non so, forse è lo stesso effetto che vi provocano i miei... Eventualmente gradirei me lo faceste notare.
Mi piacerebbe ad esempio non solo leggere nomi, riferiti a non ben precisati concetti, ma racconti che li rendano codivisibili...
Grazie a tutti,
Antonino
ciao Igor trovo questo blog interessantissimo.....volevo farti una domanda per capire la tua interpretazione di determinate cose. Ad una tua conferenza una volta hai detto che sentimenti come il dolore e la rabbia nella vita trattengono moltissimo la crescita di un individuo e che quando li proviamo è perche' ci sforziamo di restare a guardare piu' giu'. Ma nella vita quando si presentano "eventi dolorosi" , perdite di persone care, perdite di amori ecc qual'è in poche parole il giusto atteggiamento per crescere e superare il problema ?
Grazie per il tuo lavoro, continua cosi'
Ma non sarà che ciò che fa Mosè-mses con Yahweh sia un po' l'allegoria di ciò che accade quando un amore nasce..??..un amore vero..fatto di esodi e intimi incontri..?..
Fa un po' paura, però, quella sacralità...il carattere sacro che assumerebbe la mia vita. Mi dà un senso di responsabilità enorme...
=^.^=

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