31.IL PADRE NOSTRO 
Assumono ora un significato diverso anche i primi versetti del Padre nostro:

sia santificato il Tuo Nome, venga il Tuo Regno,
sia fatta la Tua volontà


e non la volontà di quel Nulla che Tu, a volte, hai lasciato agire. E nei versetti seguenti, proprio la cooperazione tra l’uomo e Dio diventa il tema principale:

Tu dacci oggi il nostro pane quotidiano

Cioè: facciamo in modo, noi e Tu, che il Nulla non prenda forma nei nostri bisogni. Noi, dal canto nostro, ci impegnamo a considerare soltanto i nostri bisogni autentici e attuali, a badare soltanto a ciò di cui abbiamo davvero bisogno adesso – e non a ciò di cui avevamo bisogno tre, cinque, dieci anni fa, o di cui avevano bisogno i nostri genitori, o nonni, o magari i nostri capi, o di ciò di cui forse potremmo aver bisogno in futuro: proprio in quei bisogni presunti , infatti, il Nulla trova spesso il modo di insinuarsi e di rovinarci. Ma Tu, intanto, aiutaci, con la tua illimitata abbondanza. E

Rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori


Noi ci impegnamo a non dare più peso al passato: rancori, rimpianti, rimorsi sono infatti un altro terreno prediletto dal Nulla; basti pensare al Nulla in cui rimane aggrovigliato chi, specialmente in certi Paesi, abbia a che fare con avvocati e giudici . Ma anche Tu, per opporti al Nulla, non dare peso al nostro passato: aiutaci a cancellarlo sempre. Tu lo puoi, no?

E liberaci dal male

Liberaci, IN TAL MODO , da ciò che per noi in terra è male: Tu in cielo non hai di questi problemi, per Te è tutto divino, ma noi siamo qui in basso a combattere, nel Tuo mondo ancora imperfetto. Altrimenti, se Tu e noi non stiamo dalla stessa parte, come potrà venire il tuo Regno?

continua



eugenio77 
Bellissimo il commento sul nulla, grz,
mi accende una riflessione ke è una speranza-resistenza sempre più contro la nostra atrofizzante società consumistica che cerca di farci continuamente dimenticare il vero e il bene, con
sinuosi bisogni spinti per rendere più invasivo il nulla,
spero ke presto tu possa venire a Bologna a tenere una tua illuminante conferenza,?...
qui sembra sempre più di affondare nel magma più totale,
continua così SEI TOSTO,
ciao

Pietro 
Mi dispiace Igor, non saprei (anche se forse dovrei lavorando io proprio nell'informatica....) quale uso migliore si possa fare di Internet, se non di utilizzare questo strumento con il maggior distacco possibile, onde evitare di incorrere nella immedesimazione di realta virtuali o di diventare oggetto di qualsiasi voglia manipolazione altrui. In ogni caso mi ritrovo perfettamente anch'io con le sensazioni da te descritte, oltre ad uno strano senso quasi di "furto della propria identita'". Per questo mi domandavo semplicemente se quelle tue affermazioni a riguardo erano ancora valide.

Grazie.

Pietro

antonio 
A mio parere..Igor..laggiù nel blu..quel "sub"..che cerca..entra in un'altra realtà..fisica ed emozionale in cui suoni o immagini compaiono in altra veste,riuscendo comunque a toccare corde ancestrali e note presenti da sempre nella suite dell'anima.. ma esattamente come accade a quel "sub" che è obbligato ad entrare in quell'alter dimensionale, senza l'ausilio dell'ossigeno e comprimendo quanto già ne possiede, altrettanto accade in chi si voglia addentrare nell'aldilà con la mente; lì..in quell'altra dimensione ciò che manca non è l'ossigeno..ma la mente..intesa come ego. E ciò che un sub nell'aldilà non può e non trova è proprio la mente.. Allora prima di immergersi.. quel tappare la bocca diventa il tappare la propria mente..comprimendo quanto di ultimo essa possiede nella realtà normale..in un certo senso.. equivale a zittirla, perchè laggiù il corpo che viaggia è l'anima che dev'essere lasciata libera di muoversi come meglio crede; lassù oltre l'acqua c'è la materia e tutte le certezze nel modo in cui le abbiamo acquisite..con la differenza che non sono state pescate, ma solo ereditate. Come se qualcuno ci avesse regalato un'immensa quantità di scorte marine..già scelte.. Laggiù invece sono in pochi a volersi immergere e ancor più pochi a saperne i metodi. Molti quindi gli annegamenti..soprattutto tra quei pochi coraggiosi, ma inesperti. Questo è un campo difficile..per chi cerca la verità..o meglio le verità! In realtà dopo aver zittito la mente..solo dopo..solo in seguito appariranno percezioni che per il loro stesso ritardo dimostreranno chi ha condotto le indagini..e porteranno lassù un nuovo pescato in grado di riempire quel nulla che chiede sempre più di essere superato e riempito da coraggiosi in madias res..

DanieleYLH & Yehuiah84 
BUON COMPLEANNO IGOR!!!!!
Su una cosa un astrologo non sgarra: le DATE.
Auguri.
Flavio e Daniele

Giovanni 
Buongiorno e complimenti per il tuo lavoro.

Ho letto alcuni dei tuoi libri (il codice segreto del vangelo di Giovanni e la traduzione della genesi) e ne ho tratto grandissima ispirazione. Ti ringrazio dal profondo del cuore!
Ho letto anche i tuoi interventi qui e sono davvero bellissimi, pieni di spunti di riflessione veramente importanti, per me, come per molti altri, sono certo!!!!
Ti volevo indicare, se non la conosci già, una fonte, secondo me, altrettanto importante, da cui trarre comprensione: si tratta del testo UN CORSO IN MIRACOLI.
Non te lo segnalo per fare pubblicità, ma solamente perchè, leggendo e godendo delle tue acutissime riflessioni, mi è venuto in mente spesso il collegamento con il messaggio di Un coroso in miracoli.
Nel caso tu non lo abbia mai consultato, ti invito a farlo. Sono certo che ne trarresti ulteriore ispirazione, nel tuo percorso di conoscenza.
Ti auguro una bellissima giornta!!!!

Giovanni Lollo

antonio 
Grazie Igor..riesci sempre a farmi sorridere..e in fondo è anche per questo che ti ascolto. Decisamente un ottimo compagno di immersioni. L'unico che riesce a farmi distogliere da quel gratta-gratta laggiù nel blu profondo. Arrivi sempre con qualche bel corallo e riesci a darmi ossigeno facendomi sorridere. Io, nato sotto l'ascendenza di un milahe'el, ho imparato tardi l'arte della rivoluzione vera e quindi capirai molte delle mie impennate..ma fa niente..fa parte della crescita. Non sono ancora bravo a fare decompressione..soprattutto laggiù..un laggiù così buio, ma che io amo..e forse, per rispondere al tuo richiamo su una riflessione estesa agli altri che amo..beh è cosa lunga e annoierei. Ma ti ringrazio di cuore!!

Sarella 
per Yehuiah84

come dici la spinta propulsiva verso "l'illuminazione" c'è, è già presente, anche se sono ancora nella fase in cui posso solo riconoscere di avere gli occhi bendati, o meglio detto, di avere la trave nella cuale mi sono semrpe identificata come "io" e la tentazione, la resistenza a toglierla è ancora forte. E' come aver paura di essere "nudi", di toccare il fondo senza più alcun rivestimento esterno che ci dica chi siamo e che ruolo abbiamo . é più o meno la sensazione di cui parlava Igor della "soglia", avere paura di quel vuoto dell'"Aldilà" che mette in duscussione tutti i nostri sistemi di valori...
E' il timore di mettere mano all'aratro e voltarsi indietro per riprendere la trave che tanto mi ricopriva...

S

francesca 
Leggere i commenti su questo blog mi fa sentire veramente una parte del tutto. I dubbi espressi, le verità scoperte, le ansie e anche le angosce che trovo sono anche mie. Mi ritrovo in queste parole e scopro qualche cosa in più che a me era sfuggito. E a proposito di letteratura e di cammini faticosi da affrontare per riscoprire veramente chi siamo ed arrivare ad incontrare Dio, mi viene in mente il libro di Coelho "monte cinque" dove ho trovato un'immagine bellissima, veramente umana, del profeta Elia.

Francesca

DanieleYLH 
Ecco, dice bene la parabola Khassidim. In fondo, i romanzi ci insegnano che il discepolo che cerca di pregare trascendendo "bene", meditando "bene", aderendo alla dottrina "bene", in fondo è un Govinda, è l'AMICO, la SPALLA del protagonista. Il protagonista, che fa come gli pare, che osa, che agisce, è Siddharta, è Luke Skywalker, è Anakin Skywalker, è Gesù che critica i dottori, è sempre il protagonista ed è sempre l'altro rispetto al pedissequo. Quindi io preferisco l'intensità spirituale di uno che prega per la salute di una persona cara, per i bisogni di questo e di quell'altro, anche se in teoria "dovrebbe" centrarsi su se stesso, amare se stesso, amare senza attaccamento, pregare senza attaccamento, rispettare il Karma di quello e di quell'altro... Alla fine, l'Eroe, come dice la parola, è sempre animato da EROS, da un'intensità che non sente ragioni. E quindi forse pregherà "male" dal punto di vista dottrinale, ma intanto, se ci sarà un miracolo, un'impresa, un atto che fa sognare, sarà certo lui a farlo. Proprio perché è tutto cuore.

cinzia 
Ciao Igor,
quando dici “..in ciò che quel rapporto rappresenta adesso per me, e nel mio strano bisogno di sentirmi insoddisfatto e infelice… ecc.” posso intenderla come l’ IO che incontra un altro IO per rivivere con quest’ultimo proprio quella determinata esperienza che permette ad entrambi di dissolvere gli stessi traumi non risolti o energie disfunzionali del momento?


Marco 
Grazie Igor. Rifletterò sulla tua risposta. A volte ho la sensazione che il dolore degli altri mi resti appiccicato addosso e io che in fondo sento di essere felice della vita e di vivere è come se avessi il dovere di portare i fardelli altrui dato che sono più fortunato di loro. Amo la vita, spero di riuscire ad esprimerlo e a farmi amare. In un modo semplice che a quanto pare è il più raro.
Grazie ancora. Mando un caldo saluto a te e a tutti voi che leggerete.

Igor Sibaldi 
Risposta per ANTONIO

Bravissimo ANTONIO, se mi permetti! Adesso prova a fare di più: invece di pensare «io» pensa «io e la persona che amo»; e poi «io e le persone che amo» e stai a vedere cosa succede alle tue riflessioni. Quando ho provato a farlo io, mi è sembrato di essere Colombo che salpava per il primo viaggio in America; per quello che Dante chiamava «il folle volo» e che invece era solo un tratto di mare…



Igor Sibaldi 
Risposta per PIETRO

Carissimo PIETRO, ogni tanto provo sinceramente e di tutto cuore a cambiare idea su Internet, cioè a non usarlo solo come un bel sistema postale ma come una biblioteca, un annuario di riviste, una bottega di curiosità… Ma non mi riesce bene. Sarà suggestione, ma sento quella rete e mi accorgo che il mio umore cambia, se giro qua e là curiosando. Mi accorgo di essere compulso, come se avessi bevuto un bicchiere di superalcoolico, e non mi piace. Ma forse non ho ancora capito come usarlo BENE. Mi dai un consiglio?



Igor Sibaldi 
Risposta per MARCO

Carissimo MARCO, grazie per averlo domandato a me. C’è una bella parabola dei Khassidim, che fa proprio al caso tuo. Un giorno un calzolaio andò dal Magghid, cioè dal maestro di meditazione di un villaggio e, con notevole angoscia, gli disse che non riusciva a pregare bene. «Quando provo a pregare» disse «ci sono tanti problemi che mi vengono in mente, cose da fare, cose da migliorare, cose da terminare… Cerco di concentrarmi ma non ci riesco. E poi problemi legati a quella persona a cui voglio bene, e a quell’altra, e a quel tale che non mi vuol bene… Insomma non riesco a pregare bene. Che posso fare?» Il Magghid gli diede qualche consiglio, lo benedisse e lo mandò a casa. Poi, parlando con i suoi allievi, disse: «Quel calzolaio prega meglio di tutti voi. È più avanti di voi e non lo sa». Forse è più avanti proprio perché non lo sa, tu che ne dici? Secondo me sì, ma adesso che lo sa è più avanti ancora.


Yehuiah84 
Riaggangiandomi al commento di SARELLA:

A volte, chi si avvicina a queste letture, sembra avere una spinta propulsiva iniziale fortissima verso "l'Illuminazione", ed è molto forte l'esaltazione che deriva dalla sensazione di iniziare finalmente ad aprire gli occhi. Ci si sente di aver capito tutto, e tutti i problemi sembrano risolversi, la panacea di ogni male sembra il famoso "togliersi il trave dall'occhio" e si gioisce della sensazione che correndo in quella direzione si sta seguendo la giusta strada...ed effettivamente è proprio così.
Poi però, dopo un pò di tempo, si risbatte il muso sui precedenti problemi con ancora più violenza, vuoi perchè la vita ha alzato un pò troppo la voce, vuoi perchè ti sentivi tutto pieno d'INIZIAZIONE ma altro non eri che un "esoterista della domenica" NON abbastanzo stufo di se stesso per cambiare, o vuoi per mille altri motivi....
personalmente nel mio cammino ho trovato molto divertente e sopratutto estremamente utile e formativo fermarmi un pò a giocare con il mio trave nell'occhio, con le mie difese, quello che Freud chiamava IO, vederlo arrabbiarsi o agitarsi per ristabilire equilibri cognitivi e vecchi schemi che ormai sono pesanti e ammuffiti.
Vorrei consigliare a tutti coloro che sono su un cammino di esplorazione del sè di non affrettarsi troppo a gettare le proprie travi (che fra l'altro se erano lì c'era un motivo) ma a giocarci un pò prima di gettarle, ecco...a prenderle un pò in giro. Ma tanto fià so che è un consiglio inutile perchè chiunque è già sul cammino da un pò più di tempo arriverà a farlo da solo.

E allora ciao a tutti e buona vita
Flavio aprire gli occhi equilibri cognitivi prenderle un pò in giro

Pietro 
Forse anche in virtu della gioia che si puo trarre dalla sensazione -già descritta in qualche discussione precedente- nel realizzare di avere torto, mi piacerebbe sapere da Igor con quale meccanismo chi insegna riesce anche ad imparare (cose apparentemente e diametralmente opposte tra loro).

Grazie

Pietro

DanieleYLH 
Scusate l'osservazione spartana,
dico a tutti perché vedo che siamo tutti interessati a certi argomenti:
nei circoli d'interesse spirituale, esoterico eccetera, immancabilmente siamo tutti più o meno addentri in certe esperienze: c'è chi viene dall'Analisi, chi viene dal Buddhismo, chi cerca la Presenza Autentica, chi cerca Sai Baba, chi è allarmato e confuso perché gli sembra di non riuscire ad essere "il Testimone Impraziale" mentre medita ma sente solo un involucro sul VII Chakra, e così via. E' normale. E' un po' il giro. Così come se vai per palestre troverai sicuramente almeno una volta il montato pieno di muscoli, quello che corre tutta la vita, l'atleta serio e l'atleta tranquillo. Bene. Cosa voglio dirvi? Eh, voglio dirvi che il PADRE NOSTRO, come tutto l'insegnamento di Gesù, è un'occasione per pregare senza tutte queste sovrastrutture (perché ammettiamolo, spesso chi medita paradossalmente se ne fa parecchi di ragionamenti, nel tentativo di eliminare la Mente!!!).Ecco una preghiera, si licet, "erotica", cioè basata su una corrispondenza sentimentale fra Uomo e Dio, addirittura un Uomo che si acectta come FIGLIO imperfetto, ed un Dio che può ricevere consigli e richieste! Sì, già dal primo anno che studi la Spiritualità capisci e accetti che tu sei Dio, che sei Pura Coscienza, che crei la Realtà, che Dio non ha la barba, che Gesù stava con la Maddalena, ok, ok... Ma qui, nel Padre Nostro, ecco che puoi fare quello che è più energetico, più intenso, più "da Me a Te": PARLARE CON DIO come se fosse proprio un Padre. E un Padre che può essere esortato, con una certa poetica esaltazione dei limiti di tutti e due. Secondo me questa componente passionale, familiare, "erotica" fra Uomo e Dio, è la chiave della bellezza del Cristianesimo. Igor, sei d'accordo con questo o ho detto una cosa inconsistente dal punto di vista teologico?

Bruna 
Non per banalizzare ma per capire meglio: questo NULLA è la stessa cosa, è della stessa natura di quello di cui si occupano gli esorcisti o gli psichiatri quando tentano di guarire le "malattie" della psiche?

Grazie .Bruna


marco 
Vorrei fare una domanda a te Igor, solo apparentemente fuori tema: da anni cerco di uscire da un involucro in cui mi sento avvolto. Di uscire da questo falso me per aprirmi e incontrare realmente me stesso e gli altri. Non riesco a lasciarmi alle spalle il mio involoscro. La mia sensazione è di fare molto e con molto impegno ma ottenendo così poco in relazione allo sforzo..Viene voglia di mollare o di chiedersi se non sto sbagliando strade dopo anni di terapia e di letture. Mi farebbe piacere una tua opinione. Grazie

antonio 
Forse è vero ogni giorno dubito sempre più che l'infinito possa essere trasceso con convenzioni che spesso ereditiamo in maniera acritica e finiscono per parametrare anche i nostri sensi. Convenzioni che sono sempre lì a ricordarci qualcosa..un qualcosa fatto da altri e come tale non personale, non intimo e non originale.. e così si finisce a vivere come in un tubo fatto di specchi in cui rimbombano sempre e solo quelle convenzioni. Credo che la vita delle idee si presenti come un mare e che l'uomo coraggioso possa decidere se rimanerci a galla (vivendo delle convenzioni presenti) o andarci a fondo (vivendo di convenzioni lontane..in un lontano geografico e temporale). Ma anche in quest'ultimo caso ogni volta che quel sub scaverà una piccola fossa sul fondo dell'oceano la vedrà immediatamente riempirsi di tutta quell'acqua pesante che la sovrasta (una sorta di memoria collettiva, storica e sociale). E seppur lodevole la sua volontà di trascendenza, penso che quel sub rimarrà sempre un po' deluso..sui contenuti. Cio che invece cambierà saranno i suoi sensi, la sua percezione, sempre un po' più forte e coraggiosa..sempre un po' più in là..non più la logica del manovale che mette sù.. mattoni su mattoni pensando al mattone, ma la logica dell'ingegnere che..dall'alto..da un alto..scorge la molteplicità nel suo fine ultimo..

Igor Sibaldi 
Risposta per ARTEMISIA

Il regalo più grande, carissima amica, è vedere tanta gente che non finge. Siamo infatti in un periodo assai duro per l’anima della gente: vedi ovunque qualcuno che finge – di fare, di dire, di pensare, di credere, di capire, di insegnare, di vivere… Certo, anche in altre epoche si fingeva molto, ma ciò che colpisce oggi è la superfluità della finzione: si è liberi, non c’è un potere che ti metta sul rogo o in carcere se provi a essere te stesso, eppure quanti si comportano come se nell’edificio accanto ci fosse una sede dell’Inquisizione o una caserma del KGB. In queste lettere che ricevo, invece, c’è il contrario; e ciò mette di ottimo umore. In secondo luogo, come dice il proverbio, chi sa fare fa e chi non sa fare insegna. Insegnando si impara a fare; e si continua a insegnare fino a che non si è imparato a sufficienza. Grazie di cuore dunque, a chi mi ascolta (dato che insegnare è una delle cose che non si possono fare da soli). Auguro a tutti di insegnare e imparare moltissimo!


Igor Sibaldi 
Risposta per ANTONIO

Carissimo ANTONIO, sei sicuro che siano dubbi?

Igor Sibaldi 
Per STEFANIA T, per FRANCESCA e per ERESTIA

Penso sia proprio così: quando in qualche punto della tua vita individui e togli un po’ di nulla, lì si ha finalmente un vuoto da riempire. È come se una tua stanza arredata a caso e secondo il gusto altrui, si riuscisse tutt’a un tratto a svuotare e tu potessi riarredarla come davvero ti piace. Quando capitano cose del genere, si scopre regolarmente che il punto più difficile è decidere che cosa veramente ti piace. Ma basta farci l’abitudine, e poi si arriva a dire, come il conte di Montecristo: «Io faccio sempre quello che voglio e, credetemi, è sempre fatto benissimo». Dalla mia esperienza, aggiungerei un consiglio: è sempre e molto più utile individuare il nulla non nelle cose né tantomeno nelle persone, ma in ciò che noi pensiamo delle cose e delle persone. Per esempio, il nulla non è nel mio tormentato rapporto con un tal dei tali, e non è nel tal dei tali, e non è in me: ma è in ciò che quel rapporto rappresenta adesso per me, e nel mio strano bisogno di sentirmi insoddisfatto e infelice… ecc.


francesca 
Per Antonio.
Condivido in pieno ciò che scrivi. Penso che troppe volte la mente non solo fa da cornice, ma ci complica la vita in maniera esasperante. Del resto la cosa più difficile è farle accettare la bellezza della semplicità di cui si accorge il cuore. E questo, secondo me, è il terreno fertile per il nulla.

Pietro 

Volevo fare a Igor una domanda che non c'entra niente con l'argomento trattato nel post: in una sua conferenza diceva di tenersi lontano dall'utilizzo del Web associando simbolicamente la tecnologia di internet ad una rete in cui si puo rimanere "imbrigliati", "imprigionati". Infatti internet è propriamente la rete delle reti, e WWW è tradotto numericamente con 666 (il num. della bestia) se non ricordo male da quanto detto. Visto che qui stiamo utilizzando proprio questa tecnologia, mi piacerebbe sapere (la mia domada è tutto fuorche una critica) se sono cambiate le sue considerazioni a riguardo.

Grazie

Pietro

Sarella 
Grazie Igor per quello che stai facendo per noi, che ci sproni a togliere la trave dal nostro occhio. Sto leggendo "il mondo invisibile" e riconsco, in questo blog, tanti contenuti! un bacione ciao ;)

antonio 
Molta mente..a volte decisamente troppa.. Così dubito della leggerezza paventata da molti. Peraltro spesso un rimbombo di cose già dette..e dubito sempre più..anche come critica personale..che la verità si possa trasmettere con parole o che la vita nel suo "qui e ora" possa essere avvertita e dimostrata con funambolici sofismi. Al massimo si possono smentire le stupidaggini, ma quelle hanno di per sè vita corta.. se dobbiamo affidarci al consiglio di Gamaliele. E' il cuore a stupirci e non la mente..lei..arriva sempre un po' dopo a fare da cornice ad una tela già dipinta da una qualche esperienza del presente. Diversamente il rischio è quello di non vivere con innocenza ogni attimo, che non chiede di essere concepito, ma di essere percepito..

Stefania T 

pensando al Vuoto menzionato da Francesca, il cercare la condizione in cui meditare sulla realtà della non realtà, per conseguire lo stato mentale necessario per realizzare se stessi..mi viene in mente una stanza, da cosa è costituita - dal pavimento,le pareti,il soffitto? Oppure una stanza è il vuoto che queste cose tangibili mettono in rilievo?

Artemisia 
Caro Igor, da questo blog sto imparando tante cose e le sto applicando. Da quando sono qui sto meglio, la mia mente è più leggera, la mia vista è più limpida. Sorrido molto di più, sono più bella. Ho meno paura. Vedo più chiaramente i miei desideri. E faccio molte più cose! agisco attivamente sulla realtà che ho intorno, non la subisco più come prima.
Mi piacerebbe sapere se fa bene anche a te...che cosa impari TU dai nostri commenti?
=^.^=

Antonino 
Qualche puntata fa Igor ci indicava l'importanza dell'accorgersi dell'aver torto... Ancor prima la necessità di crearci la nostra Arca, ovvero il nostro personalissimo sistema di valori... Che senso avrebbe se dobbiamo riconoscerlo erroneo?
A non limitarci, a superarci, vederci come qualcosa che contiene ciò che eravamo prima o che ne è completamente in antitesi; ovvero ad espanderci...
Serve ad accorgerci che siamo più di tale visione, che è una parte del tutto, e il tutto, oltre a comprenderne l'opposto, comprende anche tutte le infinite possibilità...

Antonino

francesca 
Caro Igor,
Il nulla è il diavolo. Quello che mi fa rimanere attaccata al passato o che mi proietta in un futuro inesistente.Che continua a farmi credere di aver bisogno di qualcosa o di qualcuno.Sensazioni che sono solo frutto dell'incessante sussurrare del nulla dentro di me.Ma incontro spesso nelle mie letture anche un'altra parola: "vuoto" che invece trovo descritta come una cosa positiva. Come uno spazio da riempire con ciò di cui ho veramente bisogno. E' giusto? O è solamente un modo diverso per identificare il diavolo?

Francesca

Erestia 
Caro Igor, questo nulla di cui ci parli, che prende forma, puo' essere collegato anche negli episodi di vita quotidiana come ad esempio una relazione sentimentale che finisce ? Un partner che ci lascia e che noi continuiamo a vedere come l'unico e possibile, quindi un nulla che prende forma..?

grazie per l'aiuto



DanieleYLH 
Letto così, mi ricorda un po' la canzone dei Pooh che finisce dicendo:
"Magari Tu ci sei
e problemi non ne hai
ma quaggiù non siamo in Cielo
e se qualcuno perde il filo
è soltanto un uomo solo"
E se un Dio perde il filo, resta soltanto un Dio solo, forse.

Antonia 
"Noi ci impegnamo a non dare più peso al passato: rancori, rimpianti, rimorsi sono infatti un altro terreno prediletto dal Nulla; basti pensare al Nulla in cui rimane aggrovigliato chi, specialmente in certi Paesi, abbia a che fare con avvocati e giudici"
Mi hanno notificato oggi l'appello per una causa di lavoro, iniziata nel 1998........per un momento mi sono sentita aggrovigliata, solo un poco, però era una sensazione spiacevole, poi ho letto il post.
Temestività dell'intervento divino.;)
Sono commossa. Grazie!

Artemisia 
Alleanza e scoperta reciproca. Lui scende e noi saliamo.
Quando arriveremo ad incontrarci a metà strada e Lo guarderemo negli occhi, cose vedremo? e Lui cosa vedrà?
in tutte le favole, a questo punto, l'eroe si ritrova a guardare il proprio volto, come in uno Specchio. Dopo il primo attimo di sgomento, riconosce se stesso e la sua vera identità, che è molto più grande di quella che credeva. E vince.

=^.^=

antonio 
L'infinito che scola da uno scolapasta..e tutti quei buchi sono le nostre esistenze; a noi il compito di rimandare parte di quella luce ricevuta in quelle zone d'ombra tra buco e buco..tra esistenza ed esistenza, rendendoci partecipi della creazione. Alcuni buchi si chiudono..diventano come buchi neri..altri si illuminano..altri ancora si allargano fino a toccarne altri..a noi insomma la scelta. Se ereditare e basta..o se far fruttare ciò che abbiamo ricevuto..e questo blog ne è uno splendido esempio


Antonino 
Grazie Igor per questo ennesimo impegno nello sgombrarci la "vista" dalle frasche che ci ocultano i segnali della vita... Nulla da capire, molto più semplice: basta "guardare"...

Antonino

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