Satana si levò contro Israele e incitò re Davide a fare un censimento in Israele.
I Cronache 21,1
La notizia appare strana per varie ragioni: innanzitutto, non è facile capire, oggi, che cosa possa esservi di male nell’idea di fare un censimento. Ma il testo lo spiega poco dopo, con le parole di Ioab, un fido generale di Davide:
«Se il Signore volesse aggiungere al suo popolo cento volte più di quanti sono già ora, non sarebbero tutti sudditi del mio signore?»
I Cronache 21,3
In altre parole: non è bene fermarsi a calcolare le proprie fortune, è ostacolare la Provvidenza, è porre un limite all’abbondanza.
E qui l’identità tra il Diavolo e il Nulla è già netta: gli uomini esistono, il popolo esiste, ogni uomo esiste, un re esiste, e l’esistenza è per tutti un immenso fluire, più grande di qualunque desiderio di calcolarla e di comprenderla; i NUMERI invece sono semplici segni, non hanno vita, non sono nulla: perché imbrigliare con essi la realtà? Re Davide se ne accorge e chiede perdono:«Facendo questo ho peccato gravemente. Perdona, ti prego, l’iniquità del tuo servo, perché ho commesso una vera follia».
I Cronache 21,8
D’accordo. Ma riguardo al ruolo di Satana in questa follia, sorprende il fatto che in un altro libro della Bibbia il medesimo episodio è presentato così:
La collera del Signore Dio si accese di nuovo contro Israele e incitò Davide contro il popolo, dicendo: «Su, fa’ il censimento di Israele...»
II Samuele 24,1
Dunque Satana comparve per la prima volta nella Bibbia come una funzione di Yahweh. Viene in mente quel passo tanto problematico del Padre Nostro: «e non indurci in tentazione», dal quale risulterebbe che sia Dio a tentarci. Yahweh è certamente l’aspetto cupo, collerico di Dio: ma il confronto tra i due passi della Bibbia lascia perplessi. Nemmeno di Dio possiamo dunque fidarci totalmente? Pare proprio di no. Anche nell’immagine di Dio, in ciò che Dio rappresenta per noi, può insinuarsi il Nulla, l’ «avversario» per antonomasia, Satan. E ne consegue, direttamente, una delle principali verità degli iniziati , evidentissima e perciò facilmente trascurata dai più : secondo tutte le Scritture, non è tanto l’uomo ad aver bisogno di Dio, quanto piuttosto Dio ad aver bisogno dell’uomo. In tutte le Scritture, infatti, Dio chiede all’uomo ascolto e cooperazione. Non è del tutto Onnipotente, o meglio: non sembra controllare perfettamente la propria Onnipotenza. In terra come in cielo, la sconfinata energia può intersecare il Nulla, se l’uomo – nel suo piccolo – non interviene. Perciò, in quello straordinario mantra che è il Padre nostro, l’uomo osa ricordare a Dio che il rischio di una «tentazione», di un impulso del Nulla, è sempre presente in Dio stesso, e che anche un buon Dio, al pari di un uomo buono, dovrebbe stare sempre in guardia.
continua
Anche nel libro di Giobbe il ruolo di satana sembra classificabile come un "dipendente di Dio". Nella traduzione della Bibbia delle edizioni S.Paolo viene detto che i figli di Dio andarono a presentarsi davanti al Signore e tra essi venne anche satana (minuscolo).
Il Signore gli chiede da dove viene e satana risponde "dal vagabondare sulla terra dopo averla girata"
E' a quel punto che Dio (il Signore) dice a satana se ha conosciuto Giobbe tessendogliene le lodi. Satana (maiuscolo)a questo punto sembra contraddire il Signore legando la presunta santità di Giobbe al fatto di aver avuto una vita felice. Facile così !!! è ricco, ha moglie e figli, possedimenti.
Ed è a questo punto che Dio acconsente a trasferire tutto ciò che è di Giobbe, ovvero le sue ricchezze materiali in potere di satana (minuscolo). E' come se satana fosse un esattore dell'agenzia delle entrate. Controlla la popolazione e riferisce a Dio, sospetta che qualcuno non paghi quanto dovuto e convince Dio a chiedergli di più. Satana esatore per Dio ovvero colui che saggia la libera scelta del bene attraverso il male? In fondo anche per me è facile pensare di essere "onesta" perchè pago tutte le tasse con il mod 101 dei redditi da lavoro dipendente. Ma se fossi lavoratrice autonoma che farei? Magari troverei scuse dicendo che siccome il governo è ladro.... posso omettere qualcosina anch'io. In realtà senza satana mandante del bene sono obbligata ad una presunta onestà non consapevole.
P.S. ma perchè satana a volte è minuscolo a volte è maiuscolo??? Ciao Romana
Comunque, tornando all'oggetto di questo post originario su "il Diavolo di Re Davide", da cui poi si è passati ad altri argomenti, vorrei spezzare una lancia in favore della figura di Yahweh. Nel senso che ok, mi piace e mi soddisfa questa visione per cui 'El è il Dio Universale e Uno-Molteplice e onnicreativo, mentre Yahweh (o Ihoah) è la parte di Dio che governa i limiti e le forme, un po' come l'Imperatore dei Tarocchi seduto sul Cubo. Ma in fondo non penso che vada disprezzato questo Dio delle Leggi, se non altro perché è la parte più umana del Divino, quella che si arrabbia e si rasserena, che è geloso ma capace di ampie e imprevedibili ricompense.... Dovrà pur esistere un Dio Geloso, no? Ogni cosa ha la sua natura divina, ha diritto di esistere un Dio capace di sentimenti tanto umani e capace di dare quel Limite inteso come Differenza, Identità, Affettività. Del resto, qualcuno ha paragonato qui (non ricordo dove, forse nel post sul Padre Nostro) Yahweh a un uomo geloso e l'Anima umana ad una compagna givoane e disobbediente: beh, allora a maggior ragione Yahweh è "simpatico" in senso ampio. Simaptico nel senso di "empatizzabile", comprensibile, è evidente che anche a livello antropologico le culture più affettive sono quelle che hanno anche più gelosie e contrasti, così come i popoli MENO sensuali sono quelli in cui è diffuso il nudismo, per esempio. Quindi anche se si dipinge sempre Yahweh come il Dio Sterile, il Dio Geloso, il Dio che crea problemi, in fondo non si può non volergli bene, se non altro perché essendo differenziato e spesso anche capriccioso, ci si può parlare "da uomo a Uomo", se così si può dire. Correggimi se sono fuori strada, Igor, magari ci sono alcune cose che ignoro a riguardo.
Flavio, sei un grande! …una birra….Mi viene da pensare chissà se per alcuni i freni inibitori un pochino allentati dall’alcool, possano fungere da “porta d’ingresso” per farli accorgere che oltre al corpo c’è di più. Quello che afferma la tua collega in merito alle reazioni biochimiche delle cellule del corpo, mi trova in accordo poiché si tratta di materia. Ma cos’è che dà inizio a quello straordinario scombussolamento nelle nostre cellule? E’ estremamente importate conoscere il proprio corpo e dicendo questo, intendo dire il saperlo ascoltare. Solo ascoltandolo lo conosciamo, solo conoscendolo lo cavalchiamo e,in simbiosi, ci avventuriamo e ci accorgiamo.
Ciao Igor, sono Flavio di Roma.
Analizzare, calcolare, censire la realtà: una splendida funzionalità de "emisfero sinistro". Splendida sino a che resta danzante al suo sposo emotivo di destra, ma questo tutti lo sapete bene.
In proposito, questo tuo intervento si collega spontaneamente con ciò che mi è successo e voglio raccontarvi: ultimamente ho avuto modo di parlare in modo profondo con una mia collega alla facoltà di psicologia.
Questa ragazza, carina e intelligente, soffre di leggeri disturbi ansiosi (lievi compulsioni, tipo contare le persone, contare le strisce pedonali, o gli oggenti in generale - censimento continuo ) e più seriamente di disturbi depressivi, con numerose e ingravescenti esperienze di svuotamento interiore ed ideazione suicidaria. Per mia tendenza personale all'aiuto, curiosità personale di vedere DOVE si trova la "falla" nel sistema di questa splendida 25enne, e per mio desiderio di aiutare una amica a vederSI, ho iniziato a scavare nella sua vita, nelle sue idee, nel suo mondo.
Sessualità, parentalità, socialità...tutto sembrava nella norma, o disturbato solo in conseguenza della depressione. Poi parla del suo credo: la scienza. Poi mi dice che gli esseri umani non sono che un ammasso di cellule, sinapsi interagenti, l'amore è biochimica, la passione è una scarica trasmettitoriale nella giusta area cerebrale, nulla è dopo e nulla era prima, e ciò che avviene è frutto del caso, della statistica, dei numeri.
Il mio commento termina qua perchè attendo i vostri commenti e perchè voglio farle una telefonata adesso per chiederle se le và una birra...
Buonasera a tutti
Igor, ci vediamo presto a Roma
Flavio
Per me un'importante rivelazione, a primo avviso inquietante, ma se la si riesce ad accogliere altamente benefica, è l'accorgersi della funzione del diavolo e dell'inferno quale sua implicazione: non farti accorgere che lo stai vivendo... Vi è nulla di più infernale?
Dio, fattosi noi, ha scelto di nascondersi a se stesso per scoprirsi: il sol modo di realizzarsi.
Come dice Igor, a seguito di ciò il tutto cambia... a partire da quel "tutto" che non è più tale ma Uno.
Antonino
Risposta per ROBI
La penso anch'io così, cara Robi, e da qualche anno cerco di scoprire le conseguenze e gli sviluppi di quest'idea, nei libri che scrivo. D'altra parte, ciò che dici degli Dei può essere applicato anche al mondo visibile: non è per niente facile sapere quanto del mondo che vedi intorno sia diverso da te e quanto invece sia una tua proiezione; e anche tu: sei sicura di essere come ti vedi? E così via.
Letture consigliate sull'argomento: Borges e Husserl. Tutt'e due tanto complicati, ma anche tanto bravi e teneri.
Risposta per FRANCESCA
Cara FRANCESCA, è sempre importante la precisione, nelle cose invisibili. Nel FAUST, Mefistofele dice di essere «Una parte di quella forza che vuole sempre il Male e opera sempre il Bene» (Ein Teil von jener Kraft, Die stets das Boese will, und stets das Gute schafft). Il che, naturalmente, rende molteplici tutte le possibili domande e risposte sul Male e il Bene. È un po' come chiedere quale sia l'esatto confine tra l'alto e il basso, o l'est e l'ovest. E non come chiedere la differenza tra dentro e fuori. A parer mio, è bene che sia così. Se un giorno arrivasse qualcuno che (come tante volte in passato) stabilisse un indubbio confine tra il Bene e il Male, la prima triste conseguenza sarebbe che una quantità di persone si darebbero molte arie, perché risultano comprese nell'area del Bene e dei Buoni, mentre altre si ritroverebbero imprigionate nell'area del Male e dei Cattivi.
La seconda conseguenza sarebbe una specie di blocco del pensiero e della conoscenza, la terza l'apparire di specialisti del Bene pronti a insegnare a tutti cosa fare e cosa no... Non sarebbe gran che, vero? Nei Vangeli c'è un bel parere al riguardo. Un tale si rivolge a Gesù chiamandolo «Buon Maestro», e Gesù risponde: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, a parte Dio».
Ed ecco si scopre il senso della tanto temuta e incompressa paura...
Grazie Igor,
Antonino
Leggendo questo passo mi viene in mente quella frase bellissima dove Faust domanda al divaolo: "Chi sei tu dunque?" e gli viene risposto: "Io sono il bene che è nel male e il male che è nel bene".... Ma dov'è il confine?
Per ARTEMISIA
Grazie a te. Io imparo.
Risposta per ANTONINO e, in realtà, PER TUTTI.
Carissimo e carissimi, ecco che Antonino ha spiegato le vele e prende il vento. Ora, non appena vi capita qualcosa del genere, sappiate che la cosa più preziosa, quella che tutto e tutti si aspettano da voi, è che trasformiate le scoperte teoriche in scoperte immediatissimamente pratiche. Sempre nella vecchia, antica accezione dell'Arca: si accettano sull'Arca solo le idee fertili, concretamente fruttuose per te. Domande essenziali, a quel punto, sono: cosa cambia nella mia vita quotidiana, ora che so tutto ciò? Cosa vuol dire per i miei affetti, per le mie ambizioni, per ogni mio fare? Cosa è cambiato nel mio volto quando mi guardo allo specchio? E quel che più conta, è che non ci sono maestri ai quali chiedere consiglio. In queste domande, siete meravigliosamente soli. Nei primi tre minuti può far paura, ma tenete duro. Poi è proprio straordinario.
Ebbene, allora Satan è una funzione di Yahweh. Satan ordina il censimento ed è peccato voler misurare la propria fortuna. Come contropartita il Signore chiede a Davide di scegliere tra tre possibili pene:
la carestia; la persecuzione del nemico; la collera di Dio ovvero la peste. Davide si rimette nelle mani del Signore che essendo buono e misericordioso risulterà sicuramente il più tenue fra i flagelli, non mancherà di applicare l'indulto e di ridurre la pena. In questo modo Yahweh ribadisce la propria supremazia sul popolo di Isralele.
Se non ho capito male le cose andarono così, un raffinato lavoro di intelligence dove il Signore induce Davide a compromettersi per poi costringerlo a venire a patti aumentando l'entità del vincolo che li unisce, ma mi ricorda anche la storia del serpente che invita l'adam a giudicare il bene e il male e la conseguente espulsione dall'Eden. Giudicare, contare, funzioni dell'intelletto umano, che ci distinguono dal regno animale. Anch'esse probabilmente troppo limitate per non creare qualche problema nell'adam che dell'animale ha perso forse solo i lati migliori e che esita ancora nell'affrontare il proprio percorso evolutivo.
E con questo cosa volevo dire? Niente! E' solo una riflessione nata leggendo queste pagine.
Buona prosecuzione a tutti.
Alessandro
Gli animali sono sempre sinceri. Agiscono secondo la loro natura: non vi è in loro la divisione tra ciò che agiscono e ciò che percepiscono e sentono. Essi sono "interi".
L'immaginazione che è una qualità umana può avere la forza negativa di riempire il nulla
di immagini attraenti e coinvolgenti che ci trascinano verso sentimenti, possessioni e credenze inutili e dannose.
Forse ho intuito cos'è e può essere il diavolo per me! E' ciò che ci divide dalla realtà,dall'essere presenti. E' un deserto in noi stessi che si riempie di miraggi e visioni fantastiche. E noi, se ci perdiamo in quel finto labirinto, non possiamo vivere la verità di ciò che ci accade.
Grazie Igor!
Ciao a tutti
Il bene e il male sono i soliti metri di giudizio con cui preferiamo parametrare le nostre azioni. Ci vengono insegnati fin da piccoli e spesso costituiscono l'unica nostra lente con cui vedere l'infinito. In realtà il dualismo è un po' obsoleto nelle sue speranze di spiegare il Tutto e mai più che oggi il presente sta smentendo l'ipocrita contrapposizione bene\male..giusto\sbagliato..perchè scopriamo sempre più spesso che i confini di entrambi sono sempre un po' più in là di quanto credevamo. é solo questione d'intuizione, basta annullare il giudizio preconfezionato e il tutto si spiega nelle sue molteplici forme insegnandoci a creare; difatti qual'è il motivo per cui una persona ha paura? ..sembrerebbe che proprio in quei momenti vengano minacciate le sue difese..le sue soluzioni..le sue stampelle che aveva ereditato da qualcun'altro per sorreggersi. Ma se lui stesso le avesse create, non percepirebbe la minaccia..il "male". Difatti chi ha creato una volta le sue compagne di viaggio..le sue luci..può ricrearle in qualsiasi momento e circostanza e non sarebbe nè affascinato nè impaurito dal "male"..ovvero quel buio che ad anime poco creatrici fa tanto paura, non possedendo nulla di più del preconfezionato ereditato da altri..
gentile signor sibaldi,
prima o poi la incontrerò, perchè non credo nelle coincidenze e il suo nome compare nella mia vita già da tre anni.
l'altra sera cercavo il mattino dei maghi, e invece cosa mi capita tra le mani un suo libro.
che non era mio per giunta perchè dei suoi scritti non ho letto nulla.
da quando tre anni fa una mia amica voleva portarmi a un suo seminario sugli angeli, il suo nome mi perseguita. (forse come punizione suprema per non aver partecipato al suo corso!!!!)
così senza sapere come, ma il perchè si.... (non avevo voglia di andare a caccia del mattino dei maghi) ho letto il mio primo suo libro, a dire il vero l'ho letto due volte di seguito perchè alcuni concetti mi hanno affascinato. i maestri dell' invisibile mi pare fosse il titolo.
forse un giorno ci incontreremo, magari verrà lei da me per puro caso.
e la mia razionalità dovrà capitolare.
oggi sicuramente non sono pronta, ma i miei ricordi cominciano ad ampliarsi (ma io sono bravissima a far finta di nulla)
nell'attesa
cordialmente alba
Se non sbaglio Krishnamurti una volta disse che la ricerca di Dio spesso è solo la ricerca di qualcosa di esterno a noi, di un principio o entità a cui scaricare la responsabilità delle nostre azioni. Qui più si va avanti, più mi si consolida un altro sospetto: che questi testi parlino prima di tutto solo di noi stessi? Dei conflitti che ci sono dentro e solo dentro di noi?
Chi non ha un lato Jahwe? Un lato ansioso, impaurito e amante dei limiti? Un lato che guarda alla realtà in modo angoscioso e timoroso. Un lato che anche ama il prossimo in quel modo...
Quanto il rapporto fra Jahwe e Adam è simile ad una storia d'amore fra un uomo protettivo e geloso e la sua compagna giovane e desiderosa di andare sempre oltre?
Insomma, la mia idea è che qui Krishnamurti avesse ragione: se guardiamo a Jahwe come a qualcosa di esterno, di lontano, a cui scaricare le nostre responsabilità allora ci dimentichiamo quanto noi stessi siamo come lui. Ci dimentichiamo quanto noi siamo lui, e diamo veramente corpo al nulla credendo sia fuori di noi.
Jahwe più che un modo di vedere dio, mi sembra un modo di vedere la realtà. La caotica e imprevedibile realtà...
Ho la netta sensazione che tutti quegli "inciampi" lasciati sul nostro percorso, siano un modo per trascendere l'infinito ed accorgersene. Difatti se già nascessimo beati..perfetti..non avremmo la percezione di ciò che siamo e nemmeno della perfezione. Così credo sempre più.. che quella trama incomprensibile ad uno sguardo solo umano, ci inviti a cambiare prospettiva a un certo punto e a vedere cosa ci sia dall'altra parte. Solo che le due parti cono perfettamente complementari..l'una è propedeutica all'altra..ed io dubito molto dei bacchettoni che biasimano troppo il male. Perchè anche da Esso (l'impersonale è d'obbligo)..possiamo trarre nuove prospettive..possiamo scucire le nostre vecchie percezioni. D'altronde anche l'antico testamento sembra essere così tanto diverso..ma anche splendidamente speculare al nuovo. E tutte quelle contraddizioni che gli storici spiegano come frutto di un diverso background sociale..in realtà rappresentano la propedeuticità divina..che per condurci alla comprensione parte con l'ABC..pone delle regole..dei limiti..dei taboo! Poi Egli stesso li trascende e ci induce ad attraversarli per superarli. Solo allora l'innocenza diviene consapevole..e non è più quella di un bambino..ignara della prorpia consapevolezza. E solo colui che ha attraversato e superato tutte le "potenzialità diaboliche" può essere talmente tanto maturo da abbandonare gli antichi schemi preconfezionati e andare oltre..ritornando alla vera libertà..quella non soggetta all' emotività.. Al contrario invece un ego troppo debole e accondiscendente al "bene" rischia di vivere delle ombre di quei taboo..e forse per tutta una vita..senza sperimentare i loro limiti..e concedendo egli stesso un potere di vita a quelle ombre
Ciò conferma l'idea che la nostra evoluzione è ciò che Dio ritenesse necessario per prendere consapevolezza di se stesso. Ogni nostro passo in avanti corrisponda a un suo avanzamento... Una sorta di esplosione che crea il tutto e che a distanza prende consapevolezza di se stesso quale unica Fonte e tenda a ricongiungersi in un inverso processo d'implosione. Funzione del nulla è rallentare il più possibile tale processo a ritroso.
Antonino
Ciao Igor quand'è che ci parli del "Male"?
Grazie
Bruna
E' per questo che Dio e l'uomo si alleano? da un'alleanza hanno entrambi da guadagnare, è più facile "stare in guardia" con un compagno vicino... ^.^
La gente si chiede spesso "dov'è Dio quando succedono cose orribili nel mondo?"... forse si è soltanto voltato a guardare da un'altra parte...un attimo di distrazione e...fatto il guaio! poveretto...chissà come ci rimane male quando succede...
=^.^=
ps: a volte ho la sensazione che stiamo facendo qualcosa di proibito,clandestino, un po' come i primi cristiani...è molto eccitante! ^.^
pps: grazie per il tempo che ci dedichi, Igor!

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